Le imprese private e la cooperazione internazionale: intervento di Paolo Signoretti alla Conferenza internazionale a Trento

Il giorno 30 settembre 2014 si è tenuta a Trento la conferenza internazionaleLe strategie di cooperazione allo Sviluppo dell’Unione europea: un nuovo ruolo per il settore privato e la società civile”, promossa dalla Provincia Autonoma di Trento in cooperazione con il Ministero degli Affari Esteri e l’Alleanza delle Cooperative Italiane.

L’evento, inserito nel programma ufficiale del Semestre di Presidenza Italiana del Consiglio UE, è stato organizzato con l’obiettivo di avviare un dibattito costruttivo sul tema delle nuove strategie e degli scenari della cooperazione allo sviluppo in Italia ed Europa, con particolare attenzione al ruolo delle imprese private e delle ONG per lo sviluppo sostenibile.

La cornice normativa di riferimento è data dalla Legge 11 agosto 2014, n.125, Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo, che a sua volta recepisce l’orientamento indicato dalla Unione Europea (comunicazione della Commissione Europea – COM(2014)263) e dalle Nazioni Unite (Agenda di Sviluppo post 2015 delle Nazioni Unite)

Il programma della conferenza ha visto gli interventi di rappresentanti dell’amministrazione provinciale e della DGCS-Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Banca Europea degli Investimenti, delProgramma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, così come la partecipazione dell’Ambasciatrice della Repubblica del Mozambico in Italia, Carla Elisa Luís Mucavi.

Ne è seguito un Workshop al quale hanno contribuito associazioni e imprese locali, tra le quali Heliopolis Energia, rappresentata dall’ing. Paolo Signoretti. Durante la sua presentazione, l’ing. Signoretti ha descritto il processo di internazionalizzazione in corso all’interno del gruppo Heliopolis Energia, ha illustrato la visione “inclusiva” che lo caratterizza, ovvero un approccio per fasi, mirante alla compenetrazione con il tessuto istituzionale, economico esociale del paese partner, così da radicare l’azienda in modo integrato e continuativo e distribuire in loco i servizi offerti.

L’attenzione per le necessità territoriali e lo sviluppo di progetti che prevedono un elevato impiego di risorse locali (local content), comporta ricadute positive per tutti gli attori coinvolti. Per le aziende private, in termini di risparmio eottimizzazione dei costi; per la popolazione e l’ambiente naturale ospitanti, in termini di infrastrutture, creazione diopportunità di lavoro e utilizzo ottimizzato delle risorse naturali presenti in loco. Così, imprese come Heliopolis Energia, si propongono in modo indiretto ma consapevole come nuovi strumenti di cooperazione, perché integrano in modofunzionale la logica del risultato economico con quella dello sviluppo sostenibile dei paesi partner. In tale ottica, il raggiungimento degli obiettivi industriali è supportato da azioni e scelte imprenditoriali consapevoli del ruolo sociale dell’impresa.

Paolo Signoretti alla Conferenza Internazionale sulla Cooperazione allo Sviluppo
Paolo Signoretti alla Conferenza Internazionale sulla Cooperazione allo Sviluppo

Heliopolis Energia, dopo avere sperimentato con successo questo modello in Romania, prosegue il suo processo di internazionalizzazione, concentrando le proprie iniziative anche in Mozambico, dove è prevista l’acquisizione di un’azienda locale attiva nell’elettrificazione di villaggi rurali e la costituzione di una Joint Venture con un ente funzionale dello Stato Mozambicano per lo sviluppo di 50 MW di impianti fotovoltaici.

In questo scenario però, gli ostacoli non mancano e sono quotidiani, ha sottolineato Paolo Signoretti e interessano  principalmente gli aspetti culturale/organizzativo e finanziario, così come riscontrato in maniera dirette nelle passate esperienze.

Le barriere comunicative, informative, culturali, burocratiche,legali, etc., potrebbero essere superate o mitigate grazie anche all’aiuto di ONG da tempo radicate nel territorio, che nell’iterazione con il privato potrebbero ricevere in supporto economico ed organizzativo per svolgere le proprie attività e raggiungere gli obiettivi dei loro programmi.

Il processo di emigrazione di aziende straniere verso i paesi in fase di sviluppo sarebbe più efficace se avvenisse tramite una filiera formata da aziende di medie dimensioni organizzate in un sistema di rete. ONG, università ed altre organizzazioni non profit potrebbero giocare un ruolo importante per la concezione e guida di questa filiera.

Dal punto di vista finanziario, le maggiori difficoltà che incontrano le aziende che vogliono investire all’estero riguardano l’accesso al credito ed il cosiddetto rischio paese.

Strumenti come la legge 11.08.14 n. 125 vanno nella giusta direzione, perché prevedono soluzioni quali la prestazione di garanzie a copertura o investimenti in capitali di rischio. I beneficiari però, non dovrebbero essere le imprese straniere bensì quelle locali costituite in partnership stabili e durevoli ed il supporto dovrebbe venir concesso a progetti specifici e non generici.

 In conclusione, costi e benefici dovrebbero essere equamente divisi tra pubblico, privato e mondo della cooperazione. Le amministrazioni, all’interno di una cornice normativa adeguata, potrebbero supportare sia i soggetti profit che i non-profit nel perseguimento di obiettivi diversi ma complementari. Le imprese e le organizzazioni non profit dovrebbero agire in stretta collaborazione, muovendosi ognuno secondo la propria logica e sfruttando esperienza e mezzi conformi alla propria natura. In questo modo si potrebbe instaurare un circolo virtuoso che porti verso un autentico sviluppo eco sostenibile, aderente  all’agenda post 2015 delle Nazioni Unite.

Copertura giornalistica locale dell’evento:

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